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Telepatria International: Arbore e il primo programma tricolore della storia della tv

Firmato da Renzo Arbore, Luciano De Crescenzo e Ugo Porcelli, Telepatria International venne trasmesso dalla Rete 2 dal 6 dicembre 1981, la domenica sera alle 20:40, per tre puntate.

"Telepatria international, ovvero niente paura siamo italiani" è un programma importante per Arbore. "Era il primo programma 'tricolore' nella storia della televisione. Ha poi segnato anche tutti i miei successivi programmi, perché ho sempre parlato di Nord e Sud, da Quelli della notte a Indietro tutta. Ho sempre voluto giocare sull’unità d’Italia, con il messaggio finale: vogliamoci bene anche se siamo nati in regioni così diverse”.

Telepatria arriva sugli schermi nel 1981, dopo gli anni di piombo. "Gli Italiani erano stati divisi da tante cose" ricorda Arbore, che chiese ed ottenne dall’allora ministro della difesa Lagorio che il pubblico in studio fosse simbolicamente formato da militari di leva di tutte le forze armate del Paese, con le relative bande musicali (per la prima volta nella storia della tv).

Nel programma, come in tutti quelli firmati Arbore, sbocciarono talenti destinati ad un grande futuro artistico: c'è il debuttante Diego Abatantuono (nei panni di un meridionale che prova in tutti i modi a dissimulare la sua origine, a cominciare dalla moglie Nunzia, che in pubblico chiama Barbara), ma anche Roberto Benigni nelle vesti di Dante Alighieri, il sommo poeta ("Come 'insomma poeta'? Io sono il più grande! Certo in italiano non andavo bene... andavo meglio a ginnastica"). 

Un giovane Carlo Verdone interviene nei panni dell'ultracentenario Quintilio Baracca, l'ultimo dei Mille garibaldini ("Ma quali mille, la stampa ci ha sempre ricamato sopra, saremo stati 66, 67, partimmo da Taormina, stavamo là per le vacanze balneari, quando te incontro sto Peppino. Alle 4 da mattina dice venite che vi offro i cannoli caldi, prendemmo un barcone").

Da non dimenticare Paolo Villaggio nelle vesti di un Cristoforo Colombo sui generis, evocato da Arbore e continuamente frenato nei suoi epici racconti da grosse difficoltà con la lingua italiana.
 

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