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Massimo racconta Troisi: omaggio alla vita e alle opere di un attore straordinario

 Massimo racconta Troisi: omaggio alla vita e alle opere di un attore straordinario

Ci sono scomparse che lasciano non solo dolore, ma una sorta di rancore. La morte di Massimo Troisi è tra queste, risveglia come un senso d’ingiustizia, di sottrazione, come se qualcosa ci fosse stato strappato, forse le parole che avremmo ancora voluto sentire, le immagini che avremmo ancora potuto vedere. Poi si guardano le sue interviste, i suoi film, e si scopre immancabilmente che Massimo Troisi continua ad avere molto da raccontare, intuizioni attualissime, una grande capacità di analisi della politica e della società, un’ironia disarmante, ma affilata, nel raccontare le relazioni, la famiglia e l’amore. Un’umanità immensa e viva. A dispetto del tempo, inesauribile. E diventiamo avidi dei racconti di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, per cogliere frammenti di vita inediti, battiti preziosi di quel cuore traditore che ce l’ha portato via.

Il genio di Massimo Troisi in 10 foto e 10 citazioni GUARDA LA GALLERY 

A vent’anni dalla sua morte, avvenuta a soli 41 anni, Rai Storia (Ch54 del digitale terrestre) renderà omaggio al grande attore e regista con lo speciale “Massimo racconta Troisi”, in onda alle 21.15. Il racconto si snoda attraverso le apparizioni in tv, intrecciate agli aneddoti dei suoi film (da “Ricomincio da 3”, che segna il suo folgorante esordio alla regia allo struggente “Il postino”, la sua ultima splendida interpretazione). Non mancherà il ricordo degli amici, da Lello Arena ed Enzo Decaro, compagni degli esordi dalle cantine di San Giorgio a Cremano al programma tv cult “Non stop”, a Roberto Benigni, con lui in “Non ci resta che piangere”, straordinario viaggio nel tempo e nei tempi della comicità. E ancora Gianni Minà, Pino Daniele, e Renzo Arbore, co-protagonista, quest’ultimo, di una delle più visionarie e forse meno conosciute opere di Massimo, il mockumentary in cui finse la sua morte: “Morto Troisi, viva Troisi”, prova e al tempo stesso misura dell’autoironia straordinaria di un comico unico.

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