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La straordinaria storia di Vivian Maier, la tata fotografa

 La straordinaria storia di Vivian Maier, la tata fotografa

Per la prima volta in Italia la mostra di Vivian Maier, 120 scatti, filmati inediti e provini della fotografa scoperta solo dopo la sua morte nel 2009. Dal 10 luglio al 18 ottobre al Man di Nuoro.

A volte la bellezza non nasce dalle cose, ma dallo sguardo sulle cose. E lo sguardo di Vivian Maier, emigrata negli Stati Uniti nel 1951, dopo l’infanzia trascorsa in Francia, era in grado di cogliere e valorizzare la bellezza di volti e scorci “di strada” con un talento grande, e probabilmente inconsapevole. Perché di mestiere, Vivian, faceva la tata, e delle sue foto, il mondo, si accorgerà solo dopo la sua morte nel 2009.

Facce di strada e panorami urbani, istanti rubati alla quotidianità dei bambini di cui si occupava, e scorci metropolitani inediti e perfetti della “sue” città, New York e Chicago.

Clicca sulla foto per vedere la gallery

Tutto quel che colpiva lo sguardo di Vivian Maier veniva catturato dalla sua Rolleiflex 6×6, e in modo del tutto fortuito, è tornato alla luce. Come? Lo racconta il suo “scopritore” John Maloof, che, nel 2007, impegnato nella ricerca di foto d’epoca per un suo libro su Chicago, andò in una casa d’aste a caccia di scatti inediti. Comprò una scatola piena di negativi per 380 dollari, e si ritrovò tra le mani il lavoro della "sconosciuta" Vivian Maier, ovvero quella che, oggi, viene considerata una delle collezioni di street photography più importanti del XX secolo. L'incontro con la tata fu una folgorazione, Maloof decise di ricostruire la misteriosa vita di Vivian Maier attraverso i suoi oggetti personali e i ricordi delle persone che l’avevano conosciuta. Il risultato è il bel documentario “Alla ricerca di Vivian Maier”, dedicato alla vita della tata fotografa, schiva e riservata, combattiva e femminista, che non mostrava a nessuno le sue foto, o come diceva lei, i suoi “click”.

“Ho fotografato i momenti della vostra eternità perchè non andassero perduti", scrive la Maier in una lettera ai “suoi” bambini, ormai cresciuti. Un colpo del destino ha salvato quei momenti dall’oblio, e li ha restituiti all’eternità.

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