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La ricetta di Detto Fatto. Caterina Balivo come il maestro Manzi?

 La ricetta di Detto Fatto. Caterina Balivo come il maestro Manzi?

di Antonella Fazio

Prendi un barattolo de La prova del cuoco. Aggiungi un pizzico di Torte in corso con Renato e Paint your life. Fai cuocere con una porzione di Che trucco e Lina’s hair, o in alternativa Hairstyle e Nail art. Amalgala con Giardini da incubo e Welcome style. Infine, fai sfumare un po’ di Più sani e più belli e Fitness a casa tua. Bene, quella che vi abbiamo appena descritto è la ricetta di Detto Fatto, la trasmissione del post pranzo di Rai Due condotta da Caterina Balivo. Il programma tv è arrivato nella primavera del 2013 per sopperire ai flop ottenuti da L’Italia sul Due e Parliamone in famiglia.

La vitalità della conduttrice napoletana, orfana di Pomeriggio sul Due, è tornata a gamba tesa nelle case degli italiani che, con la caponata o la cassoeula sullo stomaco, non vogliono concentrarsi più di tanto su ciò che stanno guardando prima di riprendere le faccende domestiche o ritornare a lavoro. Una trasmissione leggera, quindi, che non richiede molta attenzione ma che intrattiene in modo gradevole.

La ricetta illustrata poco sopra, però, spiega la natura del programma: Detto Fatto è un mix di trasmissioni di altre tv, da Real Time a La5 passando anche per Arturo e Rai Uno. Allora, perché la massaia italiana dovrebbe interessarsi ai cinque minuti che la Balivo concentra ogni giorno su Cucina, Look e Style, Salute e Benessere, Fitness, Casa, Green e Animali se ci sono programmi tematici più approfonditi su altre reti? Il rischio è che si perda il valore di quel che si sta mettendo in atto.

Allo stesso tempo però, Detto Fatto ci riporta quasi negli anni Sessanta, quando in un’Italia in pieno boom economico le madri di famiglia, che a malapena sapevano leggere e scrivere ma avevano imparato a usare la tv, cercavano di imparare l’italiano con l’Alberto Manzi di Non è mai troppo tardi. I tempi sono cambiati e alle lettere dell’alfabeto oggi si sostituisce la lavorazione della pasta di zucchero o la creazione di una decorazione natalizia. Ma il senso è lo stesso. Possibile che una trasmissione così ‘antica’ faccia breccia nel cuore dei telespettatori?

La conduttrice è affiancata da tutor esperti che spiegano come creare una composizione floreale, fare uno smokey eyes, smacchiare la camicia bianca che vostro marito ha sporcato con un bicchiere di Barolo, creare un centrotavola con tealight, preparare una cheesecake o friggere una verdura in pastella napoletana. Però, cara Caterina, se il tuo mestiere è quello di ‘dirigere’ il programma, perché cerchi di mettere le mani ovunque? Se lo chef sta riempiendo l’interno della quaglia da cuocere in forno, perché devi indossare cappello e grembiule e dimostrare che ne sei capace anche tu? Perché, cara Caterina, cerchi di guarnire la torta con il cake design se hai un’esperta a cui lasciare il campo? Forse sarebbe meglio lasciar fare a loro, proprio perchè tutor. Con affetto, un’analista.

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