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@HistoryInPics: storia di un successo su Twitter grazie al furto di foto

 @HistoryInPics: storia di un successo su Twitter grazie al furto di foto

History In Pictures (“La storia nelle foto”, @HistoryInPics) ha 1milione 120mila follone su Twitter. 1 milione 120mila persone che seguono un profilo che non fa che questo: pubblicare belle foto d’archivio e usare i 140 caratteri messi a disposizione dal social network per raccontarne una storia minima. La cosa sorprendente è che questo successo è frutto delle mani di due ragazzi, uno di 17 e l’altro di 19 anni. Alexis C. Madrigal dell’Atlantic li ha contattati e ha scoperto qualcosa in più sul loro conto. Per esempio che i due non sono nuovi a successi del genere, ma che hanno lanciato altre pagine, veicolandone i contenuti a milioni di persone.

Ecco un assaggio del tipo di foto che potete vedere su History In Pictures

Il 17enne si chiama Xavier Di Petta e vive in Australia. Kyle Cameron è delle Hawaii ed è uno studente. Il modo in cui si sono conosciuti racconta molto di un’intera generazione: erano degli adolescenti che pubblicavano video su Youtube, e da lì è nata un’amicizia ma soprattutto una collaborazione molto fruttuosa. Che mette in luce anche una nuova forma di business: quella della creazione di pagine che raccolgono centinaia di migliaia di iscritti, da vendere poi al miglior offerente. Così hanno fatto per esempio con la pagina Fb “Long romantic walks to the fridge” (“Lunghe passeggiate romantiche verso il frigorifero”): 10 milioni di “Mi piace” in men che non si dica, venduti profumatamente a una società privata che sfruttò quel canale pubblicando, da un giorno all’altro, i suoi prodotti, e avendo così a disposizione una vetrina pubblicitaria di sicuro impatto.

 

Con i soldi ricavati da quell’affare Di Petta ha aperto Swift Fox Labs, una società che oggi conta 20 impiegati. History in Pictures è il successo del momento. E i numeri ricavati da Madrigal lo testimoniano: 500mila nuovi follone in soli tre mesi. Sentire come spiegano il loro modus operandi i due ragazzi a Madrigal è molto interessante: “Di solito proviamo a identificare particolari trend (o di crearli). Li trasformiamo in un account Twitter” dice Di Petta. Ma il successo nasconde anche una criticità che molti hanno sollevato: la totale mancanza di credits nelle foto. Non sono citati gli autori, né i possessori dei diritti: e infatti spesso non sono altro che “rubate”. Di Petta usa un vecchio argomento: ovvero che le foto sono disponibili dappertutto sul web, e quindi non più soggette al diritto d’autore. Ma Madrigal ha dimostrato esattamente il contrario, e per il giornalista uno dei segreti del successo è proprio questo: lavorare fuori dalle regole, sfruttare le falle, fare propri contenuti che non lo sono, e monetizzarli a costo zero.

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