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Dal binge watching al distributore di spoiler: come Netflix ha cambiato la fruizione televisiva

 Dal binge watching al distributore di spoiler: come Netflix ha cambiato la fruizione televisiva

L’appuntamento è per la prossima settimana, stessa ora, stessa rete.

Oppure no. L'ora è adesso, il tempo è quando vuoi, e la rete è Netflix. Questione di gusti (e anche di opportunità tecnologiche, a dirla tutta).

Netflix, colosso dello streaming a pagamento USA, ha cambiato le regole della "tele-visione" portando la tv su tablet e pc di 50 milioni di utenti, e quando, dopo anni di streaming di film e serie d’archivio, si è lanciata nella creazione di contenuti originali con la serie “House of cards”, le regole della fruizione televisiva sono cambiate definitivamente. Com’è noto, Netflix ha rilasciato tutta la serie in un colpo solo, ufficializzando il binge watching (la maratona di puntate della propria serie preferita, viste una via l’altra) come pratica legittima e normalizzata dall’emittente all’origine, non abitudine “postuma” del ricevente, prassi domestica e semi-segreta per series addicted. Non è tutto, al di là delle inevitabili controindicazioni del rilascio “all at once” (non ultimo l’invecchiamento precoce del commento social e della copertura diacronica della serie da parte dei media più tradizionali), la nuova modalità di fruizione ha influenzato anche la scrittura delle serie stesse.  Beau Willimon, creatore di "House of cards", ha spiegato come una scelta distributiva come quella di Netflix influenzi anche la scrittura: “Il racconto ovviamente deve "funzionare" sia che il prodotto venga guardato in una  sola volta, sia che venga guardato puntata per puntata, ma sapendo che molti vedranno più episodi in un'unica sessione di fruizione, non siamo obbligati a concludere ogni episodio con finali pieni di suspense, o a reiterare informazioni per includere/riconquistare spettatori di puntata in puntata, come si fa normalmente nelle serie”. Con la quarta stagione di “Arrested Development”, realizzata come progetto originale da Netflix a 7 anni dalla fine della serie, si è andati oltre. Il plot di 15 puntate è stato scritto come un film, con una struttura ed una interconnessione narrativa tale da risultare fruibile "meglio" (non solo "anche") tutta assieme, piuttosto che tradizionalmente.

Con lo streaming sta cambiando anche un altro aspetto legato alla fruizione: lo spoiler. Uno dei baluardi della netiquette di blog e forum, nonché delle comuni relazioni sociali, sta crollando. Secondo una ricerca di Grant Mc Cracken, commissionata da Netflix, la pratica della diffusione delle anticipazioni sulle serie sta diventando globale, meno vincolante dal punto di vista “morale” e meno condizionante per la fruizione. Netflix ha colto la palla al balzo e, anche per dare la misura del fenomeno, si è inventata un meccanismo subdolo e divertente:  “Spoil yourself”.

Spoil yourself è un distributore on line di spoiler, automatico e imprevedibile, un impietoso dispensatore randomico di finali e anticipazioni di film e telefilm, noti e meno noti, di tutti i tempi, dal “Laureato” al “Quinto Elemento” , da “House of cards” a “Grey’s Anatomy”. Così oltre contrarre e annullare il tempo d’attesa per il (fu) sospirato “finale”, Netflix provocatoriamente gioca a “rovinartelo” dandotelo direttamente. Ma solo se vuoi, e sempre con il tuo consenso informato. Sennò puoi continuare a vedere i tuoi film e le tue serie, alla stessa ora, sulla stessa rete. Questione di gusti (e di opportunità, a dirla tutta). 

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