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Costantino, un conduttore d’avanguardia

 Costantino, un conduttore d’avanguardia

di Antonella Fazio

Se dico Hair, la prima cosa che viene in mente ai più è il famosissimo musical della controcultura hippie americana anni Sessanta. Ma oggi questa parola anglosassone che vuol dire capello evoca alla mente dei teledipendenti italiani anche il nuovo programma di Real Time che non parla di rivoluzione sessuale, guerra del Vietnam ed età dell’Acquario ma più semplicemente di phon, bigodini, extension, taglio e messa in piega. Nove aspiranti hairstylist si sfidano a colpi di spazzole e forbici per diventare il primo parrucchiere amatoriale d’Italia. In palio, un contratto di lavoro in una catena di saloni.

A dirigere le danze, un favoloso Costantino Della Gherardesca. Svestiti i panni di presentatore inamidato, allineato e anche un po’ naftalinico della tv pubblica, approda sul canale di Discovery Italia riportando alla luce tutta la sua sagacia e la sua naturalezza borghese condite da quella piacevolissima puzza sotto al naso. Dopo l’esperienza con Pechino Express e Boss in Incognito su Rai Due, dove è apparso professionale, ironico ma sempre un po’ rigido e rinchiuso nei limiti dell’italica tv generalista, su Real Time è tornato a essere il Costantino degli esordi. Humor inglese, qualche chilo in meno, linguaggio ponderato ma tagliente come le forbici dei concorrenti e qualche sfottò fanno dell’aristocratico di origini toscane il presentatore perfetto per una televisione d’avanguardia, fresca, pulita. Hair non è il più rivoluzionario dei talent show ma con Costantino acquista quella ventata di aria nuova di cui si sentiva il bisogno. E anche qualche tabù è crollato.

Ad accompagnare Della Gherardesca, i giudici più buoni della televisione mondiale: il direttore creativo di una nota catena di saloni di bellezza, Adalberto Vanoni, e la stylist manager Charity Cheah. Questo comportamento molto tranquillo, quasi genitoriale, fa pensare ai telespettatori che i due - probabilmente - non abbiano mai visto un talent. Dove sono gli sguardi minacciosi? Le sfuriate? I pettini buttati all’aria, le pupette rovinate di faccia al suolo? Tutto è familiare, gentile: il giudice consiglia, spiega ma non castiga, dubita ma non incute timore. Forse è per questo che Hair risulta un programma tutto sommato piacevole. Anche la collocazione nel palinsesto pare azzeccata: dopo aver vissuto una settimana di lavoro, il telespettatore vuole passare una domenica sera in completo relax. E una trasmissione urlata servirebbe a poco. 

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