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Campanile sera, il padre dei gameshow che raccontava l‘Italia agli italiani

 Campanile sera, il padre dei gameshow che raccontava l‘Italia agli italiani

Se esiste una declinazione ludica della nobile e rigorosa missione di "educare, informare, intrattenere” della tv degli albori, questa si chiama Campanile sera.

Era il 5 novembre 1959 quando sul programma nazionale partiva la prima puntata di questo gioco, che oggi chiameremo gameshow, che vedeva protagoniste, in ogni puntata, due località italiane, che si sfidavano a colpi di prove fisiche e culturali, con agguerriti concorrenti in studio e in piazza nelle rispettive città.

Trasmesso il giovedì sera dalle 21 alle 22, “Campanile sera” era condotto da un giovanissimo Mike Bongiorno dagli studi di Milano, e aveva, come inviati, “due ragazzi in gamba”, come ebbe a definirli Mike nella puntata d’esordio, Renato Tagliani (poi sostituito da Enza Sampò) ed Enzo Tortora, reduce dal fortunato Telematch

“Non faremo del campanilismo – spiega Mike introducendo la prima puntata – non si può dire che una città sia più brava di un’altra perché ha risposto alle domande. Questo è un gioco”.

Un gioco che ebbe un successo clamoroso, il merito di far conoscere l’Italia agli italiani (da Grado a Fiuggi, da Vasto a Laveno Mombello) e il vanto di essere venduto all’estero, in Francia, per la precisione dove andò in onda col titolo Intervilles, programma da cui nascerà poi il celeberrimo, amatissimo Giochi senza frontiere, che riconoscerà ufficialmente “Campanile sera” come fonte (format, diremmo oggi) d’ispirazione.

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