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100 anni di censura raccontati in una mostra straordinaria

 100 anni di censura raccontati in una mostra straordinaria

"Nulla osta concesso, ma la visione dev’essere vietata ai minori di 16 anni e dev’essere eliminata la scena di nudo con donna in silhouette”. Il film pruriginoso in questione? “Totò cerca casa”.

E i manifesti sequestrati per “costumi succinti e pose offensive al pudore dei protagonisti” a quale scandalosa pellicola appartenevano mai? “Poveri ma belli”. E ancora, sapevate che il gesto dell’ombrello di Alberto Sordi ne “I vitelloni “ di Federico Fellini (accompagnato dal celebre grido “Lavoratoriii”) ha rischiato il taglio, prima che ci si accordasse sull’eliminazione della scena solo dal trailer?

E’ la censura, baby: da “Rocco e i suoi fratelli” a “La romana”, da “Senso” a “Ultimo tango a Parigi”, fino a “Larry Flynt”, la Commissione per la revisione cinematografica ha visionato e vivisezionato centinaia di pellicole, manifesti, e locandine nei suoi 100 anni di attività. Ed possibile ripercorrerli tutti, in un viaggio unico, curioso, appassionante, e a tratti sorprendente: si chiama “Cinecensura” ed è una mostra virtuale permanente, dedicata alla “revisione cinematografica”, promossa dalla Direzione Generale per il Cinema del Mibact in collaborazione con il Centro sperimentale di cinematografia e la Cineteca Nazionale.

CLICCA SULLA FOTO PER VEDERE LA GALLERY DEI FILM CENSURATI

 

CINECENSURA: una banca dati lunga un secolo

Le principali aree d’intervento della censura (sia di quella preventiva che di quella definitiva) in questi 100 anni di storia, sono stati sei: il buon costume, la moralità, la reputazione nazionale, l’ordine pubblico, la messa in scena della violenza e i rapporti internazionali. Per orientarsi nell’oceano di immagini della mostra, sono state individuate dunque quattro aree tematiche: Sesso, Politica, Religione e Violenza, ambiti in cui la censura ha esercitato al massimo la sua funzione. Anche i principali protagonisti della macchina censoria sono stati raggruppati in quattro categorie: Parlamento, Cattolici, Produttori e Avvocati.

I materiali del portale sono tantissimi, e non riguardano solo pellicole cinematografiche e locandine, ma anche cinegiornali, dai quali, a colpi di forbice, sono spariti nel corso degli anni, molti spezzoni giudicati a vario titolo offensivi. Qualche esempio? Un servizio su Sergio Endrigo e la sua passione per le mucche, suore che giocano a calcio trattenendosi il crocifisso in petto, e ancora Fausto Coppi che, campione quanto vuoi, ma si era fatto intervistare disteso e poco vestito. Via!

Oltre a centinaia di film, cinegiornali e locandine, nel portale c’è una sezione speciale dedicata a Pasolini e Kubrick, due registi oggetto di un’ostinata azione censoria reiterata, lunga una carriera, e ampiamente documentata. C’è da dire che accanto alle vittime di vera e propria “persecuzione”, non mancavano manovre diversive da parte dei registi. Le più utilizzate? L’inserimento di scene volutamente eccessive, accompagnate dalla consapevolezza che sarebbero cadute sotto i colpi di forbice, ma al tempo stesso avrebbero distolto lo sguardo censorio dal resto, oppure l’invio alla Commissione di copie epurate, poi rimpolpate con le scene più forti al momento della distribuzione nelle sale, dopo che il film aveva ottenuto il nulla osta. Avventurandosi nel portale non solo è possibile scoprire quali e quante insospettabili pellicole siano finite sotto le forbici della censura, ma anche leggere documenti rari e preziosi, perché se alla censura nulla sfuggiva, nulla di quel che è passato al suo vaglio è andato perduto.

E quindi è possibile ritrovare sceneggiature originali, manifesti in versione primigenia pre-censura e documenti straordinari, assolutamente inediti, che raccontano tanto non solo della storia del cinema, ma della storia del costume, della politica, della religione, insomma, raccontano la nostra storia. Buona visione!
 

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